Da Selfridges fino ai giorni nostri…

Avevo 14 anni quando decisi di intraprendere la carriera nel mondo della ristorazione e dei servizi turistici.

Amavo questo lavoro, amavo essere circondata da facce diverse, da un mondo culinario che ogni giorno mi portava a fare una scoperta diversa ma soprattutto….

Ho Imparato a vivere e sopravvivere.

In 13 anni di esperienza ho capito che esistono tipologie di clientela diversa, il cliente solitario, quello che siede da solo al tavolo leggendo il suo giornale sorseggiando il suo bicchiere di vino, il cliente in pausa pranzo menù del giorno caffè e via, i clienti abituali che vogliono essere coccolati che odiano il cambiamento che non accettano un suggerimento ma che si sentono a casa, i clienti gourmet quelli che degustano e gustano allo stesso tempo, e poi ci sono i clienti che non capiscono nulla di questo mondo,che se gli chiedi la differenza fra un Tambler e un Old Fashioned pensano di avere davanti uno che parla di biciclette o di macchine antiche, che ti vedono come un fallito porta piatti ma che non sanno neanche che i piatti vengono definiti vasellame che esistono 20 tipi diversi di posateria, ma non sanno che infondo sono loro i falliti perché hanno davanti a sé una persona che ha studiato, che ha imparato, che conosce, e soprattutto che lavora sia fisicamente che psicologicamente mettendoci anima e corpo.

Questo non è un semplice lavoro, non è una routine quotidiana, non vai a fare il tuo dovere timbrando un cartellino, fissando un computer e ascoltando il ticchettio di un orologio, aspettando che siano arrivate le 7 per tornare a casa, questo è vita è passione è sudore! Ma soprattutto è sapere.

Il cliente non ha sempre ragione. Eppure, la frase a cui tutti siamo abituati afferma l’esatto opposto:

il cliente ha sempre ragione”.

Coniata da Harry Gordon Selfridge nel 1909, come spot Pubblicitario per il noto Selfridges Store di Londra, e usato ancora nei giorni nostri.

Non è assolutamente vero che il cliente abbia sempre ragione. Lo si vuol dire perché paga ma non per questo ogni suo desiderio va preso come un ordine, soprattutto ai giorni nostri, molto volgari e ben poco inclini all’educazione e al rispetto.

Si parla e discute tanto di crisi della sala, del servizio, ma è in crisi pure la clientela;Quelli che non disattivano la suoneria del cellulare; quelli che si alzano per andare a fumare in strada e non pensano che quando rientrano puzzano; quelli che hanno cento pretese assurde e mille allergie, compresa quella per le buone maniere; quelli che «Mi scusi, ma mi ero scordata di dirle che sono fruttariana», e infine quelli che dietro uno smartphone si credono di essere. Invincibili.

Uno dei miei capi diceva sempre, un giorno quando diventerai leader credi sempre in te stesso e soprattutto nella tua squadra, solo così avrai un ristorante di successo.

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